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Fuori dal cerchio
Viaggio nella destra radicale italiana Editore: Elliot Autore: Nicola Antolini Anno: 2010 Pagine: 384 Sezione: Politica e attualità Argomento: Neofascismo Codice: EL0001LB Prezzo:18,50 € (I.I.) Un libro che non può mancare alla vostra biblioteca Per chi voglia conoscere l’evoluzione della “destra radicale” italiana, per chi intenda provare a comprenderla, per chi desideri tentare di sintonizzarsi con essa, di entrarvi in dialettica - empatica od ostile poco importa - lo studio di Nicola Antolini Fuori dal cerchio, uscito a fine maggio per le edizioni Elliot, è un’opera indispensabile. E’ notoria la mia severità di giudizio verso le pubblicazioni che in un modo o nell’altro sono state dedicate all’ambiente “nero”: le ho bocciate più o meno tutte. Ho promosso pochi titoli a pieni voti, forse solo Naufraghi di Ugo Maria Tassinari. Ho tenuto in buona considerazione anche dei libri-inchiesta di qualità che non hanno trattato gli anni di piombo ma il dopo: A destra di Porto Alegre, uscito nel 2005 per i tipi della Rubettino, scritto da Marco Fraquelli e Centri sociali di destra di Domenico Di Tullio stampato dalla Castelvecchi tre anni fa e già esaurito da tempo. Ce ne sono altri ovviamente ma non credo che meritino di essere ricordati, salvo probabilmente Note alternative di Cristina Di Giorgi dato alle stampe due anni orsono per la Trecento. Non faccio regali né sconti sull’argomento e se considero Fuori dal cerchio un libro che non può assolutamente mancare in una biblioteca dr, né in una biblioteca militante di qualsiasi colore e ancor meno in quella di chi ha una curiosità didattica, non lo sostengo per gusto personale, e non esprimo di certo un giudizio affrettato e poco ponderato. Questo libro è un capolavoro."
Tratto da www.noreporter.org |
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07/09/1943
Nonostante sia già stato firmato l'armistizio con gli Alleati, viene ordinato a 8 sommergibili italiani una missione di guerra contro le forze navali in navigazione verso Salerno. Il sommergibile Velella viene affondato prwsso Punta Licosa: muoiono 52 marinai sommergibilisti. Il trafugamento della salma del Duce ci apparve necessario e ineludibile perchè imposto da ragioni di decoro e dignità nazionale.
Domenico Leccisi |
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